La fondazione di Florentia

Cesare propone una legge agraria alla quale seguirà la fondazione di Florentia.

/ 59 a.C

Dettata dalla necessità di presidiare un territorio, quello della piana tra i colli di Fiesole e l’Arno, di cui si perfeziona la bonifica e si incoraggia il popolamento, la fondazione della colonia romana avviene in un momento imprecisato dopo il 59 a.C., che le testimonianze archeologiche collocherebbero nella prima età augustea, durante gli ultimi decenni del I sec. a.C.

La nuova città viene stabilita in un luogo probabilmente già abitato, a poca distanza dall’Arno, e orientata secondo i punti cardinali, innestandola nel reticolo regolare di canaletti di scolo che vengono tracciati per bonificare l’agro circostante. L’opera di bonifica, che si sovrappone alla precedente sistemazione etrusca, ordina il territorio secondo una griglia formata da grandi aree quadrate, le centuriae, a loro volta ripartite in appezzamenti agricoli assegnati ai coloni. Separate dagli sgrondi e da strade e disposte secondo un andamento parallelo al corso dell’Arno, quindi ruotato rispetto a quello della colonia, le centuriae imprimono sul territorio un’impronta duratura, lasciando tracce ancora oggi ben distinguibili nella viabilità e nella suddivisione poderale della piana fiorentina.

Lo schema urbanistico della colonia ricalca l’impianto classico delle città di fondazione romane, basato su un reticolo ortogonale di strade sviluppate attorno a due assi principali, il cardo maximus e il decumanus maximus. Di forma quadrilatera, anche la pianta di Florentia era incentrata sui due assi maggiori, che si incrociavano perpendicolarmente al centro della città: il cardo, in direzione nord-sud, coincideva con le attuali via Roma e via Calimala; il decumano, in direzione est-ovest, è invece identificabile nel tracciato delle vie del Corso, degli Speziali e degli Strozzi. Il foro – la principale piazza pubblica della città – era posto canonicamente all’incrocio dei due assi maggiori, in corrispondenza dell’odierna piazza della Repubblica. Sul lato ovest del foro sorgeva il Capitolium, cioè il tempio dedicato alla cosiddetta “triade capitolina” (Giove, Giunone e Minerva). Abbastanza presto dovette inoltre essere costruito un primo teatro, in corrispondenza dell’angolo sud-orientale della colonia. La restante parte della città era suddivisa in ampi isolati quadrangolari, separati da strade lastricate e occupati dalle tipiche domus romane, basse e organizzate attorno a spazi scoperti interni. Resti di queste case signorili sono stati rinvenuti nel tempo in vari luoghi del centro cittadino.

G. Vasari, G. Stradano, La fondazione di Firenze, Palazzo Vecchio, soffitto del salone dei Cinquecento

La colonia fu cinta da mura in laterizio probabilmente qualche tempo dopo la sua fondazione, tra il 30 e il 15 a.C. Di forma approssimativamente rettangolare ma forse con i due angoli settentrionali smussati, per agevolare il passaggio dei due corsi d’acqua che fiancheggiavano la città, e con il lato meridionale parallelo al corso del fiume, le mura erano intervallate da una sequenza di torri circolari poste a distanza regolare; la simmetria dell’impianto era inoltre sottolineata dalla presenza delle quattro porte principali, anch’esse munite di due torrioni, sempre circolari.

Forse già in epoca augustea un acquedotto portava l’acqua a Florentia dalla Val di Marina, nei pressi di Calenzano, solcando su arcate l’agro fiorentino. Alcune delle arcate superstiti erano ancora visibili nel XVIII secolo, ai piedi del colle di Montughi. L’acquedotto entrava all’interno della città nei pressi della porta settentrionale, e terminava vicino al lato opposto delle mura in un grande deposito detto Castellum aquae, o Caput aquae, del quale conserva traccia il nome dell’attuale via di Capaccio.

La forma della città romana è ancora oggi ben riconoscibile nel tessuto urbano, che nella parte più centrale mostra l’impronta del reticolo ortogonale delle strade antiche. Anche il tracciato delle mura ha lasciato chiari segni: via dei Cerretani sul lato nord, via del Proconsolo su quello est, via Vacchereccia a sud e via Tornabuoni a ovest seguono infatti l’andamento della cerchia difensiva romana.


BIBLIOGRAFIA

  • Alle origini di Firenze. Dalla preistoria alla città romana, catalogo della mostra (Firenze, Museo Firenze Com’Era”, 25 giugno 1996-19 gennaio 1997), Firenze, Polistampa, 1996.

  • Atlante archeologico di Firenze. Indagine storico-archeologica dalla preistoria all’alto medioevo, a cura di M. Pagni, Firenze, Polistampa, 2010.

  • E. Scampoli, Firenze, archeologia di una città (secoli I a.C. – XIII d.C.), Firenze, Firenze University Press, 2010.

  • Archeologia invisibile a Firenze. Storia degli scavi e delle scoperte tra San Lorenzo, Santa Maria Novella e Fortezza da Basso, a cura di M. Salvini e S. Faralli, Firenze, Edizioni dell’Assemblea, 2020.